Incostituzionale l’abrogazione delle tariffe?

di , 25 settembre 2012 07:48

E' quanto si apprende dalla lettura dell'ordinanza del Tribunale di Cremona che ha rimesso la questione davanti alla Corte Costituzionale.

Il Giudice con un'analisi acuta sostiene che nel nostro rodinamento non sia possibile rendere irretroattiva la norma ( ovvero che questa norma sia applicata per in processi in cosro) in quanto non si tratta di materia penale nè vi sono preminenti motivi imperativi di interesse generale.

La norma secondo il legislatore avrebbe los copo di liberalizzare il mercato.

Gli ordini professionali hanno ancora giurisdizione sugli iscritti? Colpo di spugna?

di , 21 settembre 2012 21:57

AVVOCATI E ATTIVITA' DISCIPLINARE

La questione assume una particolare rilevanza da quando è stato pubblicato il regolamento delle professioni.

Ai sensi dell'art. 5-bis del D. lgs. 13 agosto 2011 n. 138 convertito dalla L. 14 settembre 2011 n. 148, "le norme vigenti sugli ordinamenti professionali in contrasto con i principi di cui al comma 5 lettere da a) a g) sono abrogate con effetto dall'entrata in vigore del regolamento governativo di cui al comma 5 ed in ogni caso dalla data del 13 agosto 2012.

Prova del credito: la fattura non basta.

di , 22 ottobre 2011 09:20

RECUPERO CREDITI

La fattura non è documento sufficiente a provare il credito.

Il principio non è nuovo ma la Suprema Corte l'ha ribadito con la recente pronuncia del 10 ottobre 2011. La Cassazione  sottolinea infatti come “La fattura commerciale, per la sua formazione unilaterale e la sua inerenza ad un rapporto già formato tra le parti, ha natura di atto partecipativo e non di prova documentale, o di indizio circa l’esistenza del credito in essa riportato (cfr. ex multis, Cass. nn. 15383/10 e 9593/04)".

I debitori, incalliti o meno, potranno limitarsi a contestare in giudizio l'importo , "di talché, incombe sull’emittente l’onere di provare l’esatto ammontare del proprio credito"

L’ex moglie ha diritto al mantenimento anche se è giovane e può lavorare

di , 11 ottobre 2011 19:57
DIVORZIO
L’ex moglie ha diritto al mantenimento anche se è giovane e può lavorare
Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 11 novembre 2009 n. 23906

La ex moglie ha diritto all’assegno di divorzio anche se è giovane e potrebbe trovare una collocazione lavorativa. Lo ha ribadito la Cassazione con la sentenza 23906/2009 secondo la quale la legge subordina l’attribuzione dell’assegno alla mancanza di mezzi adeguati a conservare un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio. Ne consegue che il raggiungimento di una mera autosufficienza economica non fa perdere il diritto all’assegno, tenendo anche conto del fatto che l’accertamento della capacità lavorativa va compiuto “non nella sfera della ipoteticità o dell’astrattezza, bensì in quella dell’effettività e della concretezza”.

Divorzio: mantenimento è dovuto anche se l’ex torna a casa dei genitori

di , 4 ottobre 2011 18:06

E’ quanto ha affermato la Suprema Corte con la sentenza  del 26 settembre 2011 n. 19579

Il diritto all’assegno familiare permane anche se il coniuge torna a vivere a casa dei genitori e anche se beneficia di una minima pensione di invalidità. Neppure vale ad esonerare il marito dal pagamento mensile il fatto che la separazione sia avvenuta con addebito a carico della moglie.
Il principio ha ribaltato la diversa decisione della Corte d’appello che invece , avevano ritenuto che la residenza presso i genitori e la percezione di un assegno di invalidità  di lieve entità  esonerassero il marito dal pagamento dell’assegno in quanto sarebbe venuto meno lo stato di bisogno.

Per il giudice di legittimità invece la decisione presa in appello è “illogica”, in quanto la gravità della situazione economica non può ritenersi superata dalla convivenza con i genitori perché questa potrebbe essere una condizione passeggera non potendosi considerare la ex “costretta” a vivere in famiglia.

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