Crisi della Giustizia: superabile? Si con il ricorso all’ADR

di , 8 gennaio 2010 09:09

E' indubbio che le disfunzioni del sistema giustizia sono un handicap per il paese.

Le conseguenze sono note:   rallentamento nei  i processi di crescita, di sviluppo e di modernizzazione.

Leggendo il  43° Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del paese  e sullo stato del servizio giustizia in Italia se ne ricava una via d'uscita è possibile.

Secondo le stime  effettuate sui procedimenti di conciliazione e di arbitrato aventi a oggetto controversie tra imprese svolti dalle camere di commercio e altri organismi autorizzati  a fronte di un numero costante di ricorsi ai procedimenti ordinari, le domande di conciliazione sono, tra il 2005 e il 2007, più che raddoppiate, mentre gli arbitrati sono lievitati del 7,1 per cento.
 

Una trend che crescerà ulteriormente.

Il Censis segnala che il secondo Rapporto sull'efficienza e la qualità della giustizia, realizzato dalla Commissione europea per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa, rileva che l'Italia è il primo paese europeo per numero di cause pendenti, con quasi 3 milioni e 688 mila casi in attesa di giudizio, seguita a distanza dalla Francia, con 1 milione 165 mila, e dalla Spagna, con più di 781 mila.

Un dato attribuibile, secondo il Censis, alla totale mancanza di meccanismi preposti al filtro delle controversie e all'alto livello di litigiosità: con 4.800 casi ogni 100mila abitanti, l'Italia è il terzo Paese per numero di cause iscritte a ruolo, superato dalla Federazione Russa, che presenta poco più di 5 mila cause in entrata, e dall'Olanda, che invece si classifica come paese nel quale è più inflazionato il ricorso ai tribunali, con 5.800 cause.
Il ricorso ai sistemi extragiudiziali consente non solo di ridurre i tempi di risoluzione delle controversie, ma anche di contenere i costi che imprese e cittadini sostengono per ricorrere alla giustizia.
 

Ma quanto costa ricorrere alla giustizia alternativa?

Si stima un'incidenza  sul fatturato aziendale in media per lo 0,8%  che  si traduce  in un esborso medio annuo per azienda di 3.832 euro.
 

Una tassa in più?

A mio avviso no.

Si tratta si ottenere giustizia in tempi rapidi e certi. Quindi si tratta di un investimento e non di un costo.
E gli investimenti portano frutto soprattutto nel medio lungo termine.

A questo proposito ritengo utile segnalare per il Foro dell'area sandonatese che è in funzione la Camera Arbitrale della Venezia Orientale che oltre  a garantire l'apporto di professionisti seri e preparati nelle gestione delle dispute offre arbitrati a costi certi e contenuti.
 

avv. Victor Rampazzo

un commento per “Crisi della Giustizia: superabile? Si con il ricorso all’ADR”

  1. Carolina scrive:

    Per fare il mroaitdee essere avvocato non è indispensabile ma certamente rende le cose più facili. E lo stesso vale per ogni professione in cui sia richiesta un’analisi della situazione ed un parere tecnico.Almeno per come io interpreto il ruolo del mroaitdee, non è certo quello di dar pareri, o valutare gli atti di una lite in corso o da iniziare (per quello le parti hanno già loro consulenti e legali) e tanto meno quello di scrivere accordi (io una responsabilità del genere non la prendo) o spingere per una soluzione equa (chi può valutarlo se non le parti stesse), ma quello di riaprire e facilitare un dialogo interrotto o reso difficile dagli eventi.Chi vuole dar pareri in genere fa danni, credetemi.

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