Ricostruzione di un sinistro da un cliente marchigiano ( anno 1971)

di , 14 marzo 2010 20:28


MondeFiore 9 aprile 1971

Caro vocata

sono ricevuto la vostra lettra che mi scriveti per la duchessina Taracciolo che mi sfasciò la renolte di mio figlio Inazio.

 Il cidento non hà andato come dice la vostra clienta.

La matina di quel giorno riandavo longo la strada che giungio al camposanto di Ripa. La strada è molto salito andante sopra e molto disceso venente sotto, per tera li e la vreccia.

Saliva puro la machina con  la signora clienta a quattro passo avanto a me di botto si fermò e puro io mi fermo ma la dochessa  si movo in sotto e con didietro di corso si viene a ficcarsi al mio davanto sfasciante e scorticante tutto.

Mi metto a viastiamara la signora zampia dal manubrio e mi si ietta contro dicendo che io gli avevo sfasciate il didietro col mio davante.

Strilllava come una pica dicente che ero un cafono, gnorante e zotico che non sape guidare. Ci avevo torto ma mi offendeva per avere ragione. Anche io strillavo come un pico ma la dochessa mi voleva dare la vorsetta alla coccia. Allora o rientrato dentro alla renolte e me ne ho andate.

Questo è la verità anche se non ci stevano  i testimoni.

 Io non mi ho potuto rivellare perché cio una mana cionca.

Non inganno la coscienza e tutta la gente del vicinato sa che la duchessina è menza  sterica e il derreto non gli ho rotto io ma essa mi a rotto il davanto.

Se mi volete mandare la carte vollata dl tribunale non ci sprecate i quattrini perché mi ci puliscio il culo con la quale vi salute vostre

Milio.

Lascia un commento

*

Panorama Theme by Themocracy