L’ex moglie ha diritto al mantenimento anche se è giovane e può lavorare

di , 11 ottobre 2011 19:57
DIVORZIO
L’ex moglie ha diritto al mantenimento anche se è giovane e può lavorare
Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 11 novembre 2009 n. 23906

La ex moglie ha diritto all’assegno di divorzio anche se è giovane e potrebbe trovare una collocazione lavorativa. Lo ha ribadito la Cassazione con la sentenza 23906/2009 secondo la quale la legge subordina l’attribuzione dell’assegno alla mancanza di mezzi adeguati a conservare un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio. Ne consegue che il raggiungimento di una mera autosufficienza economica non fa perdere il diritto all’assegno, tenendo anche conto del fatto che l’accertamento della capacità lavorativa va compiuto “non nella sfera della ipoteticità o dell’astrattezza, bensì in quella dell’effettività e della concretezza”.

25 commenti per “L’ex moglie ha diritto al mantenimento anche se è giovane e può lavorare”

  1. Giulio scrive:

    Salve, 
    Ogni mese pago alla mia cara (e non in senso affettivo) ex moglie di 33 anni – che vive in casa di proprieta' con i genitori ed alla quale ho lasciato tutti i mobili corredi ed accessori acquistati con i miei soldini- il mantenimento, premetto che non abbiamo figli.
    Orbene ella non ha alcuna intenzione di trovarsi un lavoro (premetto che lavora in nero ma non posso denunciarla in quanto lavora presso uno studio di consulenza del lavoro e nella mia citta' sono abbastanza conosciuti, una denuncia all'ispettorato varrebbe quanto un buco nell'acqua) anche se non avrebbe alcuna difficolta' a trovarne uno.
    La mia domanda alla Cassazzione e' molto semplice: perche' non obbligate le giovani donne a cercare un lavoro invece di farci spremere come limoni dalla legge ???  
    Cara Cassazzione io al momento non lavoro piu', per poter aiutare mia mamma colpita da un tumore ed in fase terminale, ma sempre secondo la Legge anche se non lavoro deve sempre e comunque pagare gli alimenti!!!!! Caso contrario mi becco una bella querela e dal civile mi trascinano al penale!!
    Veramente bello no?
    Vi ringrazio
    Saluti
    Giulio

  2. admin scrive:

    Caro Giulio, purtroppo la giurisprudenza non ha un approccio favorevole al problema. Le posso consigliare di valutare attentamente il da farsi e dare documentazione certa della sua situazione in modo tale da predisporre ogni eventuale utile difesa. Infatti, in questi casi, importante costruire una strategia di approccio e non restare passivi di fronte alle iniziative avversarie che sfruttatno le falle del sistema.
    Mi faccia sapere l’evoluzione della vicenda: vedremo magari assieme il da farsi.
    Cordialità.
    Avv. Victor Rampazzo

  3. Toni scrive:

    Buon giorno.
    Sono separato da 3 anni e ho iniziato la causa di divorzio, premetto non sono ancora andato all'udienza sono in attesa ma il mio avvocato ha presentato l'istanza. Attualmente, per accordi presi in separazione consensuale sto versando 300 € al mese alla mia ex trentottenne che saltuariamente in questi 3 anni e 9 mesi ha lavorato ma attualmente e disoccupata. Vorrei sapere se il divorzio e la causa per eventuale mantenimento successivo si possono scindere nel senso divorzio subito e poi la causa va avanti fino a quando non si giunga a un dunque per l'eventuale mantenimento.  E se poi mi sposo ed  ho un figlio con un'altra donna devo sempre mantenere la ex??? O posso dedicarmi in modo esclusivo alla mia famiglia?

  4. Victor Rampazzo scrive:

    Buon giorno Antonio e grazie per il suo contributo.
    Dal tenore della sua domanda deduco che si tratta di un divorzio giudiziale (ovvero non consensuale). In tal caso il giudice dovra’ valutare se sono cambiate le condizioni patrimoniali dei coniugi rispetto al momento della separazione. Statisticamente i Tribunali confermano le condizioni di separazione a meno che non si riesca a provare nel corso del giudizio divorzile concreti mutamenti. Nulla le impedisce, tuttavia, di proporre anche dopo il divorzio un’istanza per la modifica delle condizioni patrimoniali se, ad esempio, a seguito di un nuovo matrimonio ed un nuovo figlio le sue condizioni siano peggiorate.
    Altra alternativa e’ quella di offrire alla sua ex un assegno divorzile a titolo definitivo.
    Spero di essere stato di aiuto.
    Cordiali saluti
    Victor Rampazzo

  5. Toni scrive:

    La ringrazio per la risposta spero di poter sfruttare la sua seconda alternativa per chiudere definitivamente la storia anche se penso che mi costerà caro. Sa cosa le dico ad essere troppo buoni ci si rimette sempre soprattutto con le ex,  almeno questo è quello che ho imparato a mie spese. Un consiglio che vorrei dare a tutti coloro che stanno per separarsi e che come me sono senza figli, non scendete a compromessi e andate subito in separazione giudiziale almeno che non abbiate incontrato una donna che prende la sua strada senza chiedere nulla cosa che a me non e capita, ma so che esistono. La ringrazio ancora e le porgo cordiali saluti.

  6. Victor Rampazzo scrive:

    Comprendo lo sfogo.
    Ma prima di sfaciare la relazione si può ricorrere alla mediazione familiare.

  7. admin1 scrive:

    Salve sto per affrontare una separazione dalla mia ex moglie. Sono preoccupato perchè percepisco 1100-1200euro al mese, lei lavora attraverso contratti a tempo determinato. Non abbiamo fortunatamente figli e la casa era in affitto. L'unica cosa rimasta in comune è un auto comprata, a suo nome ma con un mutuo a mio carico, a dicembre 2009 che sto pagando (250euro al mese). Ora vorrei capire se con la separazione sono costretto a mantenerla. Le do un'ulteriore informazione : ci siamo lasciati a gennaio e dopo due mesi sono venuto a sapere dalla zia attraverso email che la mia ex quando eravamo ancora insieme andava a letto con altre due persone. Questa è una prova concreta?Dato che la mail l'ho conservata. La ringrazio per l'attenzione. Attendo notizie. Distinti saluti.

  8. Victor Rampazzo scrive:

    Le cose per lei potrebbero mettersi piuttosto bene.
    Approfondirei la questione della responsabilità della separazione a carico della sua ex.
    Non attenda troppo per avviare le pratiche si separazione

  9. francesco scrive:

    salve
    sono un separato con figli maggiorenni e autonomi col lavoro, ho lasciato in testa a mia moglie una casa di valore anche se ho lavorato 25 anni per farla
    lei lavora in nero
    adeso sono in affitto 560 euri e guadagno 1200 euri possibile che le devo corrispondere 200 euri al mese come stabilito in separazione ? e se decidessi di comprarmi una casa e fare quindi un mutuo dovrei continuare a darle il mantenimento ?
    esiste un minimo economico di vita ?
    grazie

  10. dario scrive:

    Ciao, scusate tutti, ma ho bisogno di aiuto, le mia signora mi ha chiesto la separazione e siam finiti in giudiziale.
    Il giudice ha assegnato a me la casa coniugale e i bambini collocati presso di me!!!!! Non riesco a darle il mantenimento che ha stabilito il giudice, sono un lavoratore autonomo ma non navigo in belle acque.
    Lei se n'è andata ha preso casa in affitto, non ha nessuna intenzione di lavorare e io non riesco a pagare, ma è riuscita legalmente a bloccarmi i conti correnti. Non posso pagare forniture, l'assicurazione della macchina o semplicemente far la spesa per i bimbi.
    ma è realmente legale che un ufficiale giudiziario mi blocchi tutti i conti correnti impedendomi l'acquisto dei semplici beni alimentari? il tutto per un mese fino all'udienza.
    grazie a tutti

  11. dario scrive:

    PS: è via da casa da oltre un anno.

  12. Victor Rampazzo scrive:

    Da quanto dice par di capire che la Sua signora sia andata da un legale che Le avrà senz’altro notificato un atto di precetto per intimarLe il pagamento di quanto non versato e probabilmente tramite l’ufficiale giudiziario ha eseguito un pignoramento presso la banca ( c.d. pignoramento presso terzi).
    La risposta quindi è: si, è legittimo che i suoi conti restino bloccati ( ma per il solo ammontare pignorato) fino al giorno dell’udienza.

  13. Victor Rampazzo scrive:

    Non ho capito, peraltro, se ha già ottenuto una sentenza o se i provvedimenti del giudice sono “provvisori”.

  14. niky scrive:

    Separato consensualmente dopo 11 anni di matrimonio senza figli, mia moglie ha lavorato con  contratto coadiuvante nella mia attività artigianale. La casa e negozio di mia proprietà grazie ad una donzaione da parte dei genitori. Un conto cointestato 60.000 euro diviso al 50%. Firmo un mantenimento affermando che era disoccupata al momento,  di 400 euro mensili, scopro in segutio ( in fase di presentazione di documenti per divorzio ) che nella stessa data avrebbe dovuto iniziare un lavoro come commessa ( dove ancora oggi lavora con un reddito circa 800 euro mensili ) In fase di divorzio giudiziario ora mi chiede integrazione al mantenimento perchè secondo lei 400 euro non sono sufficienti ma bensì di 650 euro. Nel frattempo la mia attività lavorativa ha subito crisi con riduzione delle entrate provate dai modelli unico presentati. Inoltre convivo con una compagna in una casa dove c'è acceso un muto intestato a lei. La stessa ha un figlio di 13 anni dove il suo ex marito non passa nulla sia per lui che per la ex moglie gia divorziata quindi da anni… Io ora con la stessa che convivo abbiamo un bimbo di 10 mesi, quindi costi uleriori…  il mio conto in banca unico esistente è solo di 1000 euro circa…  Cosa potrebbe pretendere ancora la mia ex da me visto che chiede un aumento al mantenimento un riconoscimento per il tempo prestato all'attività dove non aveva diplomi e altro per poter giustificare un aiuto concreto in questa attività lavorativa-artigianale ma con un contratto da coadiuante  ho pagato sempre imps e inail… Ha deciso di accendere un mutuo dando parte dei soldi del conto cointestatoche avevamo, e con il suo reddito senza il mio mantenimento ( 400 euro mensili ) sostiene, visto che non può più fare straordinari visto il calo di lavoro, che non può pagare  la rata del mutuo. … Penso, che sarebbe giusto che facesse un secondo lavoro visto che ha più tempo libero… Cosa può pretendera ncora da me questa persona sia legalmente che economicamente? Non può abbassare la rata del muto? Impegnarsi di più lavorativamente parlando e lasciarmi vivere la mia vita visto che non l'ho mai trdita e null'altro? perchè non si fa mantenere dla suo amante o cmpagno che NON convive con lei nonostante lui sia single gia sposato divorziato con figlio?  Come la possa spuntare?
     
    Grazie mille.
     

  15. Victor Rampazzo scrive:

    La sua attuale condizione ed in particolare la nascita del figlio con l’attuale compagna Le consente, in sede divorzile, di chiedere la riduzione del contributo al mantenimento dell’ex moglie e forse vi sono anche gli estremi per non corrisponderle più l’assegno.
    Cordialità
    Victor Rampazzo

  16. niky scrive:

    Grazie per la risposta.
    Oggi ci siamo presentati in tribunale per una conciliazione non navvenuta al momento ma proposta i segutio fuori. La controparte ( Lei ) chiede un'unatantum di 20-25 mila euro.  La mia paura, avendo comunque immobile ( casa ) e attività commerciale pur NON un redito alto, che in seguito mi obblighino ad un vitalizio… L'avvocato di LEI è propenso ad una accordo simile affermando che queste cause si protraggono nel tempo e che comunque sarei obbligato a versare sempre le 400 euro mensili e aggiornamenti istat fino a chissà quando e fino ad una sentenza finale dove magari ci sia anche un assegno vitalizio divorzile ( perchè LEI sicuramente non si risposerà )
    Come mi devo comportare in questo caso?
     
    Grazie.

  17. niky scrive:

    ……… Rischio davvero un assegno divorzile a vita?
    Grazie per la sua risposta…

  18. Victor Rampazzo scrive:

    Sono convinto che il legale che la sta assistendo sia in grado di fornirLe tutte le informazioni del caso.
    Personalmente sono sempre favorevole agli accordi definitivi.

  19. Victor Rampazzo scrive:

    Come Le ho ribadito si consulti con il suo avvocato.
    Può evitare l’assegno divorzile anche proponendo un assegno c.d. una tantum

  20. niky scrive:

    Grazie davvero. Infatti il mio legale aveva optato per quella soluzione. Sentire altri parei professionali  mi ha indotto a seguire tale direzione.
    Buona giornata.
     
    Niky

  21. bob76 scrive:

    Salve a tutti, sono bob, sposato da 1 anno SENZA FIGLI  viviamo a palermo. ed ho intensione di separarmi.
    Lamia situazione è la seguente,sono insegnante diplomato, guadagno 1300 euro al mese per adesso, ma tra qualche mese mi avvicinerò ai 1400 grazie alla ricostruzione di carriera, ho acqistato da poco con mutuo 310 euro mensili per 20 anni un appartamento a 60000 euro e lo sto affittando a 350 euro, pago un rid per l'auto comprata da poco di 130 euro per 5 anni
    Mia moglie ha compito 27 anni a settembre, io 35, lei laureata in scienze giuridiche ( triennale) è casalinga ma con reddito, difatti non percepisco assegno familiare, siamo in separazione dei beni.
    Lei ha rendite provenienti da: una da una quota di  immobile sito in una zona della roma bene da cui riceve 1000 euro al mese (con regolare contratto) lei ne è proprietaria a società con parenti, i 1000 ero sono tutti di mia moglie, in quanto provengono dalla sua quota, vorrei sapere se in sede di separazione se viene valutato anche il valore dell'immobile oltre la rendita;
    un'altra proveniente da un appartamento comprato a società con suo fratello quest'anno affittato a studenti a 480 euro mensili di conseguenza la quota di mia moglie sarà di 240 euro mensili, già lem studentesse si sono insediate, il contratto partirà tra qualche settimana ed e cointestato con suo fratello.
    poi ovviamente ci sono dei lasciti 2  campagne di modesto valore e casa familiare A SEGUITO DELLA MORTE DI SUA MADRE, che sono suoi del padre e del fratello.
    Noi abitiamo a casa di suo padre ci ha dato il primo piano questo è il nostro tetto coniugale.
    Vorrei sapere se le spetta mantenimento, tra l'altro viviamo solo con il mio stipendio lei le sue rendite non le mette a disposizione della famiglia, le da a suo padre, dice perchè ha una pensione bassa, così dice e viviamo solo con il mio e lei i suoi lilascia in un conto inm banca cointestato con il fratello, difatti usa quei soldi solo per mtrattare qualche a fare con il fratello o con il padre senza dare mai proventi a casa nostra.
    Vorrei sapere se allo stato attuale le spetterebbe mantenimento, grazie.

  22. Victor Rampazzo scrive:

    Egregio signor Bob, se sua moglie percepisce quei redditi non le spetta alcun mantenimento in caso di separazione.

    Cordilaità

    VR

  23. bob 76 scrive:

    scusi ancora, spesso minaccia di intestare prima di avviare le pratiche della separazione le rendite a suo
    padre   come usufruttuario o per donazione in modo da pèoter chiedere mantenimento.
     cambierebbe qualcosa?
    Avrebbe diritto ad un eventuale mantenimento?
    O è del tutto plausibile il riscontro della mala fede essendosi privata volontariamente di una rendita per percepire un eventuale mantenimento?   O, potrebbe essere palese la sua malafede, si priverebbe volontariamente di una rendita consistente utile alla famiglia ( ricordo sempre che non l'ha mai messa a disposizione la conserva tutta nel suo conto conrrente )
      Grazie, le mie cordialità     
    bob 76                                                        

  24. bob 76 scrive:

    scusi ancora, spesso minaccia di intestare prima di avviare le pratiche della separazione le rendite a suo
    padre   come usufruttuario o per donazione in modo da pèoter chiedere mantenimento.
     cambierebbe qualcosa?
    Avrebbe diritto ad un eventuale mantenimento?
    O è del tutto plausibile il riscontro della mala fede essendosi privata volontariamente di una rendita per percepire un eventuale mantenimento?   , si priverebbe volontariamente di una rendita consistente, utile alla famiglia ( ricordo sempre che non l'ha mai messa a disposizione la conserva tutta nel suo conto conrrente )
      Grazie, le mie cordialità     
    bob 76                                                    

  25. bob76 scrive:

    Grazie per la risposta dell'11 ottobre (bob 76)
    Dimenticavo di dirLE che a volte mia moglie minaccia di intestare le rendite a suo padre,come usufruttuario o in donazsione.  In questo caso le spetterebbe il mantenimento, o è palese che è un'azione di malafede visto che priverebbe la famiglia di un redito per cederlo ad altri. Al fine di ottenere il mantenimento.
    Poi mi chiedo visto che lei non mette mai a disposizione la sua rendita per la famiglia ma la tiene nel suo conto , dicendo però che non la mette a disposizione perchè aiuta il padre pensionato, per la giurisprudenza è un'azione normale?
    Non dovrebbe prima pensare alla feramiglia e poi se può al padre?
    Grazie bob 76

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